BRUGHERIO

Chiesa di Sant’Anna in San Damiano

20861 San Damiano MB, Italia

Chiesa di S. Anna in San Damiano sorge su un suolo di antica tradizione. In un atto di donazione dell’853 d.C. si rileva che nella baragia esisteva già una cappella, una chiesetta dedicata ai SS. Cosma e Damiano; nucleo attorno a cui sorgeva un piccolo convento e alcune abitazioni dipendenti dal monastero di Sant’Ambrogio in Milano. Oggi la chiesa porta ancora la testimonianza dell’antica titolazione del territorio nella scritta che compare dipinta sullo scudo scolpito nella cimasa sagomata del portone centrale.
L’antica cappella e l’annesso monastero furono demoliti nel 1578 per volere di San Carlo Borromeo, vescovo della diocesi di Milano che in quell’anno era in visita pastorale in queste terre. I materiali di riporto della chiesetta di San Damiano servirono per ampliare la chiesa di San Bartolomeo in Brugherio e per arricchire la zona absidale del Duomo di Monza.
L’attuale chiesetta è di costruzione settecentesca, risulta menzionata per la prima volta nel 1767 dallo storico monzese Anton Francesco Frisi che la considera di fabbrica recente. Si trattava probabilmente della cappella privata appartenente alla villa rurale, oggi scomparsa, denominata “Villa Viganoni-Benaglia” dal nome dei proprietari. Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo la villa è stata residenza estiva dell’illustre famiglia Parravicini, tra i quali Alessandro è indicato come prefetto di Milano nel 1755. Verso il 1800 Antonio Parravicini vi soggiornò con la moglie, la nobildonna Isabella Blasi, ed è a loro che, secondo la tradizione, si deve l’attuale titolazione della chiesa a Sant’Anna. Probabilmente furono loro a collocare sull’altare maggiore marmoreo, scolpito in sobrie linee neoclassiche, la tela  ottocentesca raffigurante l’Educazione della Vergine, proveniente dallo spoglio di qualche chiesa milanese in demolizione; ed è a Sant’Anna che nel 1808 Isabella affida il suo dolore in occasione della morte del padre e del marito, volendo porre due lapidi in marmo nero, di cui una commemorativa ed una di supplica alla Santa, oggi visibili ai lati dell’altare sui pilastri dell’arco trionfale.
La chiesa è caratterizzata da una navata principale coperta da una volta a botte, separata dal presbiterio rettangolare tramite un arco trionfale a sesto ribassato riccamente ornato con motivi floreali, al centro del quale compare il monogramma di Gesù (IHS). I recenti restauri hanno riportato alla luce cinque nicchie precedentemente murate e intorno ad esse delle interessanti decorazioni pittoriche realizzate a fresco raffiguranti marmi e fregi architettonici che sembrano trasformare le piccole nicchie in veri e propri altari. Sulla sommità di una delle nicchie di destra compare l’acronimo della Vergine Maria (MV) e, su quella posta di fronte ad essa, oggetti caratterizzanti il lavoro del falegname; probabilmente erano state pensate per contenere rispettivamente una statua della Madonna e di San Giuseppe, esattamente come avviene oggi. Altre due nicchie contengono una corona con uno scettro a destra, e le palme del martirio a sinistra, riferite ad altri santi e martiri. L’interno di ogni nicchia presenta una volta celeste arricchita da stelle dorate.

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