VIMERCATE

Villa Gallarati Scotti

Via Tommaso Scotti 13, frazione di Oreno, 20871 Vimercate MB, Italia

Uno dei migliori esempi di dimora signorile lombarda. Sotto la spinta del modello piermariniano della villa Reale di Monza, il precedente edificio barocco seicentesco venne ristrutturato tra il 1790 e il 1806 dall’architetto Simone Cantoni, che lo ampliò sopraelevando il corpo padronale, rivestendo le facciate con membrature neoclassiche e trasformando le ali laterali, chiuse verso la piazza da un ingresso monumentale e da due tempietti di forme classiche. Le forme barocche della villa sono ancora presenti in alcuni ambienti interni, come la Sala di Alessandro Magno, rivestita di eleganti affreschi settecenteschi. Anche il grandioso giardino, originariamente all’italiana, fu in gran parte ridisegnato all’inizio dell’Ottocento, assumendo un impianto all’inglese, preservando solo il viale dei tigli e il ninfeo barocco con il tempietto di Nettuno. - Durata visita: 75 minuti - Ritrovo: 15 minuti prima dell'orario prenotato in via T. Scotti 1 a Vimercate (frazione Oreno) - Barriere architettoniche: ghiaia e sentieri sterrati DESCRIZIONE

Lo stupendo edificio barocco, documentato dalle illustrazioni pubblicate da Marc'Antonio Dal Re nel suo libro Ville di delizia, venne profondamente trasformato in forme neoclassiche tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento dall'architetto Simone Cantoni. Dello schema precedente la villa ha mantenuto l'ampia corte anteriore ad U, con le ali laterali di servizio più basse, chiusa verso la piazza di Oreno da un ingresso monumentale del 1806, con due tempietti laterali di forme classiche, dei quali quello di destra adibito a cappella privata.  Il corpo centrale fu modificato dal Cantoni in un blocco compatto e alla facciata verso l'ingresso, sobria e liscia, fu sovrapposto, nella zona centrale, una specie di pronao assai poco sporgente, a tre ordini sovrapposti: semicolonne tuscane al piano terreno; ioniche al primo piano con tre aperture ad arco nella zona centrale, dove sono inserite lunette decorate a bassorilievo; al secondo piano infine pilastrini e statue a mezzo busto su piedistallo. La facciata è chiusa in alto da un timpano, con bassorilievi e orologio.  Il fronte verso il giardino è spartito in senso verticale in cinque sezioni, legate orizzontalmente da una superficie a bugnato liscio che corre al piano terreno.  L'interno della villa venne anch'esso trasformato dal Cantoni in modo sostanziale, creando uno scalone a doppia rampa e nuovi ampi saloni neoclassici, riccamente decorati e arredati nello stesso stile, particolarmente armoniosi nella loro sobria fastosità. Delle sale preesistenti sono stati preservati dagli interventi neoclassici solo alcuni ambienti, tra cui la sala di Alessandro Magno, nella quale si trovano episodi della vita del condottiero, tratti da Plutarco. Nella volta sono presenti nicchie e architetture dipinte con figure allegoriche: il Perdono e l'Amor patrio, l'Abbondanza, la Vittoria e la Fortezza d'animo e di corpo; il ciclo di affreschi fu realizzato nel terzo decennio del XVII secolo. Il grandioso parco alle spalle della villa era in origine alla francese, con statue e fontana, e con un lungo viale alberato che portava a un laghetto ellittico da cui partiva un canale che giungeva al ninfeo del Nettuno, circondato da boschetti. Contemporaneamente agli interventi di rifacimento neoclassico della villa, all'inizio dell'Ottocento, il giardino venne ampliato e trasformato, conformandosi alla nascente moda dei parchi all'inglese. Le siepi di bosso e i parterre vennero così sostituiti da una grande prateria leggermente ondulata circondata da imponenti masse di alberi.  La costruzione più suggestiva all'interno del parco è il barocco Ninfeo del Nettuno, posto al margine estremo settentrionale, già documentato nelle incisioni del Dal Re ed elogiato dal Montesquieu che lo visitò nel suo viaggio del 1728. Si tratta di un edificio a due piani, con un belvedere a terrazza con vasi e putti, cui si accede dalle scale a chiocciola contenute nelle torrette laterali; poco più sotto, distese sul cornicione, sono poste statue con figure allegoriche. La fontana, che si staglia contro la facciata curvilinea, vede la statua di Nettuno, armato di tridente, che si erge in piedi sopra un grosso delfino, dalla cui bocca sgorga l'acqua. Per la sua imponenza che domina la piazza centrale di Oreno e per l'immenso parco alle sue spalle, la Villa Gallarati Scotti è uno dei migliori esempi di dimora signorile lombarda. Per saperne di più: Mirabilia Vicomercati. Itinerario in un patrimonio d'arte: l'età moderna, a cura di G.A.vergani, P. Venturelli, Marsilio, 1998.

VISITE GUIDATE

Si ringrazia Chateau Form per aver consentito l'accesso gratuito alla villa.

 

VILLA GALLARATI SCOTTI

One of the best examples of stately home in Lombardia. Influenced by Piermarini's example of the Villa Reale in Monza, the earlier Baroque building from the 1600s was renovated between 1790 and 1806 by the architect Simone Cantoni, who expanded it and raised the main central section, covered the facades with neoclassical features, transforming the lateral wings, closed towards the square by a monumental entrance and two classical small temples. The Baroque forms of the villa are still present in some of the interior room, like the Sala di Alessandro Magno, decorated with elegant eighteenth century frescoes. The grand garden, originally an Italian design, was largely redesigned in the early 1800s based on a classic English garden, maintaining only the main boulevard lined by linden trees and the Baroque nymphaeum with a small temple dedicated to Neptune.

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Accesso Disabili:
In parte presenza di sentieri sterrati